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Software libero

October 27, 2006 at 12:40 am - 1625 words, reading time ~5 minutes

Il nostro obiettivo e' favorire l'impiego di software libero negli uffici pubblici, in sostituzione del software proprietario. Pensiamo anche che una proposta di legge possa fungere da propulsore per incentivare il passaggio delle aziende, dell'infrastruttura pubblica, della scuola e della ricerca da un approccio proprietario e monopolista ad uno di condivisione.

Che cos'e' il software libero

Un software libero e' un software rilasciato con una licenza che permette a chiunque di utilizzarlo, studiarlo, modificarlo e ridistribuirlo. Per le sue caratteristiche si contrappone al software proprietario, il software che al contrario nega queste opportunita' a chi lo utilizza. Il software proprietario in genere non permette l'analisi del codice sorgente ostacolandone l'interoperabilita' e di fatto impedendo che l'utilizzatore apporti delle migliorie.

Esempi di software libero comunemente utilizzati: OpenOffice, Linux, Firefox, Blender, ecc, ecc..
Esempi di software proprietario: Windows, Microsoft Office, Apple Mac OS X.

Perche' il software libero

I vantaggi dell'adozione del free software sono innumerevoli: risparmio, opportunita' di business, rispetto della legge, semplificazione amministrativa, sicurezza e privacy, compatibilita' ed interoperabilita', indipendenza. Di seguito vengono esposti brevemente i vantaggi appena citati.

Risparmio

Il vantaggio che prima balza agli occhi di chi utilizza il software libero e' quello economico. Per sua natura, esso non ha un costo correlato al suo utilizzo, se non quello relativo all'installazione e alla personalizzazione. Ogni anno la Pubblica Amministrazione del nostro paese spende molto denaro per acquistare software proprietari, quando se ne potrebbero usare di analoghi, distribuiti liberamente, cioe' gratis. A titolo di puro esempio, nell'anno 2004 sono stati spesi in software applicativo 483,801 Milioni di Euro (fonte: CNIPA ALLEGATO N.1). A questi vanno aggiunti i soldi spesi per le licenze di base (i sistemi operativi dei PC). Poi ci sono enti locali, scuole, universita' , enti di ricerca, e tutte le realta' finanziate da enti pubblici. Solo il Comune di Milano, in licenze Microsoft, destina circa trecentomila euro ogni anno.

Creazione di opportunita' di business per le aziende locali

L'impiego di software proprietario comporta il drenaggio di risorse economiche consistenti a danno degli enti pubblici, sotto forma di licenze, spesso a favore di aziende poste al di fuori dei confini nazionali.
Con l'utilizzo di software libero, una parte di questo denaro, come abbiamo detto, rimane nella disponibilita' degli enti pubblici. La parte rimanente e' investita per formazione del personale, installazione e personalizzazione delle soluzioni. Essa rimane all'interno dell'economia che lo ha generato, finanziando piccole realta' locali, con evidente contributo alla creazione di ricchezza.

Rispetto della legge

Secondo studi attendibili, una buona parte degli uffici pubblici utilizza software proprietario pirata. Si utilizza sia software scaricato da internet che software regolare, ma in underlicensing (cioe' con piu' postazioni di quelle per cui si e' pagato).

E' una situazione imbarazzante, e che inoltre pua' mettere le amministrazioni in gravi difficolta' in caso di sanzioni, in quel caso applicate non in base alle esigenze dell'ufficio, ma alla situazione di fatto, generata dall'illegalita' .

Il software libero, invece, e' liberamente fruibile, in ogni senso.

Ne deriva che chiunque pua' farne uso, senza essere soggetto a licenze che ne limitino l'impiego.
Privati, aziende, pubblica amministrazione e scuole possono distribuire applicativi liberamente e gratuitamente, possono realizzare duplicati e copie dell'originale infinite volte, a seconda delle proprie personali esigenze, senza infrangere la legge.

L'utilizzo di software libero, dunque, non incita i pubblici amministratori alla "pirataria", mettendoli poi in posizione delicata nei confronti di indagini, sempre piu' frequenti, di polizia giudiziaria (fonte: Business Software Alliance, ALLEGATO 2: "BSA plaude al successo dell'operazione della Guardia di Finanza di Como" e "Giro di vite contro la pirateria informatica").

Questo aspetto e' particolarmente importante per le scuole: gli alunni sono formati e istruiti su programmi che possono portare a casa, condividere con genitori e coetanei senza essere incentivati alla pirateria, come purtroppo avviene col software proprietario.

Semplificazione amministrativa

Non e' piu' necessario impiegare persone qualificate per gestire, conservare ed esibire le licenze d'uso: gli applicativi "Free" sono soggetti a licenze particolari, che sanciscono e garantiscono, ovunque e sempre, i diritti di utilizzo, copia e distribuzione. L'utente non deve rinnovare nessuna licenza, il diritto acquisito con la copia del software e' inalienabile.

Sicurezza da virus e maggiore protezione della privacy

Il software libero si e' dimostrato negli anni superiore per affidabilita' e sicurezza.
La sua natura lo rende costantemente e gratuitamente aggiornabile da migliaia di programmatori in tutto il mondo, a un ritmo insostenibile anche per la maggiore software house del mondo.
Per questo e' praticamente immune da virus, piu' affidabile nella tutela della privacy ed enormemente piu' produttivo.

Eventi come quelli dello scorso febbraio a Milano non devono piu' ripetersi (fonte: la Repubblica, ALLEGATO N.3)

Compatibilita' ed interoperabilita'

Nonostante la diffusione di formati proprietari chiusi, e il loro essere divenuti standard di fatto, le recenti prese di posizione delle organizzazioni internazionali impongono l'utilizzo di formati aperti, soprattuto nelle pubbliche amministrazioni.

Paradossalmente, nel prossimo futuro, sara' favorito chi utilizzera' software non proprietario. Un esempio tra tutti, il formato OpenDocument, utilizzato da alcune applicazioni libere, e' ufficialmente standard ISO (Fonte: Zeusnews ALLEGATO N.4)

Indipendenza tecnologica dalle software-house

In molti paesi il free software e' utilizzato in ambito militare per rendere il proprio apparato bellico indipendente da aziende straniere.

In ambito civile, sono in molti a soffrire come un problema l'eccessiva dipendenza da aziende private, che possono con il software tenere legate le amministrazioni indipendentemente da costi e servizi offerti. Essendo gli unici a poter manipolare i programmi su cui il personale e' stato formato, possono dettare legge, sfuggendo alla logica della concorrenza.

Il software libero rispetta il principio dell'apertura dei codici che generano il software, permettendo a chiunque di subentrare al fornitore di programmi, e di sostituirlo senza problemi.
I programmatori di software libero sono milioni in tutto il mondo, e in ogni realta' locale c'e' un numero sorprendente di aziende specializzate.

Aumento della professionalita' degli operatori

Un'amministrazione costituita da operatori non consapevoli non e' una ricchezza per il cittadino. Il software libero non vincola gli utenti a pratiche automatiche, fornisce diversi gradi di informazione e richiede professionalita' per la sua applicazione e utilizzo, garantendo inoltre un approccio attivo nei confronti della tecnologia, da parte dell'utilizzatore. Apparentemente sottovalutato, questo aspetto e' uno dei maggiori punti di forza del sistema.

Si avra' cosi' un'amministrazione pubblica piu' attiva, attenta e competente, anche per quanto riguarda ambiti di ricerca e sviluppo scientifico-tecnologico.

Un'amministrazione resa ancora piu' efficiente, grazie ad applicativi sviluppati su misura dagli stessi operatori, nell'ottica della condivisione delle conoscenze che caratterizza il software libero.

Progetto "Software Libero nella Pubblica Amministrazione"

La nostra idea e' quella di creare un ufficio permanente per la promozione dei formati e programmi liberi, in gergo tecnico una task force, allo scopo di favorire l'adozione del software libero nella pubblica amministrazione, con particolare riferimento agli enti locali. Questa iniziativa necessita di un finanziamento irrisorio, in quanto puo' auto-finanziarsi in modo permanente attraverso il risparmio in licenze. Altre amministrazioni stanno gia' percorrendo questa strada, chi attraverso delle strategie pluriennali, come la provincia autonoma di Bolzano, chi con atti piu' formali, ovvero vere e proprie leggi ad hoc, come la Regione Umbria.

Approfondisci su http://www.irmos.it/

Progetto "Software Libero nella Scuola"

Una delle azioni piu' importanti ed efficaci e' la migrazione delle scuole al software libero. L'idea di fondo del progetto e' pensare l'informatica come strumento trasversale per l'insegnamento, e non solo come disciplina specifica o come semplice addestramento all'utilizzo di alcuni pacchetti software, fornendo in questo modo un valido supporto alla didattica.

Con questa operazione, sara' possibile distribuire legalmente a studenti, docenti e famiglie il software utilizzato a scuola, e favorire in questo modo una cultura informatica di livello elevato.

Il rapporto diretto nel mondo della scuola, in Italia e soprattutto nel Veneto, ci mette nelle condizioni di conoscere i principali limiti e ostacoli che comporta un eventuale programma di migrazione tecnologica al Software Libero.

Uno di questi eventuale limiti e' la condizione dell'attuale parco macchine a disposizione della scuola in generale, generalmente obsoleto o numericamente inadeguato.

Approfondisci su http://www.irmos.it/

Grazie per l'attenzione

Se interessati a conoscere l'offerta nei dettagli sentitevi liberi di contattarci all'apposito indirizzo di posta elettronica informazioni@irmos.it o visitate il sito web http://www.irmos.it/ per approfondimenti.

Allegati

1. CNIPA (Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione), Spesa di software per la pubblica amministrazione per l'anno 2004, Alberto Cammozzo 15/12/2005

2. Business Software Alliance, ALLEGATO 2: BSA plaude al successo dell'operazione della Guardia di Finanza di Como e Giro di vite contro la pirateria informatica, 24/7/2006

3. la Repubblica, Supplemento scienza & tecnologia, Virus Kamasutra colpisce Milano: In tilt i pc di Palazzo Marino, 2/2/2006

4. Zeus News, OpenDocument diventa uno standard ISO, 4/5/2006

5. Estratto dal "Piano d'azione per lo sviluppo della societa' dell'informazione in Alto Adige", Orientamento verso [?] utilizzo piu' diffuso di software libero

6. Regione Umbria, Legge Regionale 89 del 19 luglio 2006

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